Andare Avanti Senza Sosta

4 maggio 2

Contro. Lo svolgere del tempo. Non ho lasciato incancrenire il tempo, io. Io, no. Non
ho amato mai così forse non ho amato mai, se escludi le insane passioni che ho fatto vivere unicamente per confermare l’impossibilità, da parte mia, di essere amata, per affermare la mia continuità esistenziale nell’ingombrante erronea modalità di partenza. Contro l’incancrenire del tempo ho sovvertito il sistema che manteneva la mia appartenenza alla vita. Costa. Tanto. Significa morire per rinascere. E mentre imbrattata di terra correvo all’impazzata lontano dalla morte mi imbatto in te. Ci sbatto, su di te, forse anche tu avevi deciso di morire, prima, forse incontrandoci ci siamo spartiti l’unico fiato disponibile al mondo per poter respirare. E di un unico respiro si è fatta la carne, e il pulsare delle vene, quando ci siamo incontrati. Come in un sogno distorto siamo stati vicini pur da molto lontano, tesi allungati l’uno verso l’altra, parabola protesa verso i desideri del cielo. Se fosse possibile mi stirerei come una cincia e mi appiccicherei sui tuoi occhi a forma di occhiale. Starei lì sul tuo naso a guardare lo stesso mondo che vedo io. A volte vorrei non essere la roccia che sono. Vorrei che il vento passandomi sopra mi sbriciolasse tutta, vorrei diventare sabbia e assumere le mille forme delle cose. Ma se possiedo una piccola crepa, un pertugio, un’incrinatura, un’ansa, lì ci sei tu. A volte ci guardo e mi sembriamo due Rose di Geriko leggere nell’aria, smarrite tra i capricci del suolo, che si ritrovano nella stessa pozza e lì fanno vita, e colore, per poi tornare a rotolare nella siccità più gialla, fino alla prossima pozza, al prossimo colore. Se fossi un filo di tela di ragno mi appiccicherei in cima alla tua testa e ti tirerei su, sempre, verso il respiro più grande, verso lo sguardo più aperto. Lo sai che sei un miracolo quando sorridi? Oh ma in fondo come si fa. Ti terrei sul palmo della mano un po’ racchiusa per non farti sbattere contro gli angoli eppure ti infilzo a sangue perché divento io stessa angolo, e tagliente coccio di vetro. Può l’amore tradurre gli angoli, e le lunghe soste, e le gialle siccità? Potrei promettere di non avere più paura. Posso promettere di provarci. Tanto. Nicoletta 2007, ph Julio Ojea

Sto andando..vado..13153406_10209149392402656_2053766984_ngiro..Torino gran bella città.. La mia città!!!…Torino dorme..io no..vago giro guardo ma tutto tace..Torino che gran bella città..Ti amo!! Porto tutto con me..il tuo respiro il tuo dormire..il tuo silenzio..il tuo respiro su di me..il tuo profumo..
il tuo tutto il tuo ni
ente.. vago..a
nche i semafori mi fanno andare avanti senza sosta..senza fermate..Torino ti amo fino alla fine…senza freni senza benzina..forza Juventus!! (FL)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...